martedì 28 settembre 2010

pensiamoci: in fondo che senso ha la frase "voglio cambiare"?
cioè, non è che uno dall'oggi al domani cambia completamente, cos'è, uno schiocca le dita e... op!
magari cambia il modo di vestire, il taglio di capelli, storpia il proprio comportamento o il modo di parlare col solo risultato di diventare la brutta copia di qualcuno che secondo lui è 'arrivato', col solo risultato che poi quando si guarda allo specchio vede una versione di lui in cui non si riconosce
io sono del parere che è una di quelle cose che accadono da sole, senza pianificarle o concondizionamenti esterni, come la pioggia
ed è questo il bello: un giorno ti guardi allo specchio e non vedi te stesso, ma una tua versione 2.0, ma nonostante tutto ti piace quello che vedi

mercoledì 22 settembre 2010

come al solito posto in ritardo cose ormai scritte da tempo (leggendo si capisce quando)

sento che il mio cervello pian piano si stà disattivando, si stà arrendendo al mondo che ha attorno
poco alla volta il sistema mi sta piegando a suo piacimento, normalmente avrei resistito con più vigore, ma i vari e ripetuti attacchi esterni ormai hanno indebolito le mie difese
prendiamo per esempio oggi: l'11 settembre, non c'è bisogno che io stia qui a dire cosa rappresenta
per me non è mai stato troppo importante, solitamente mi scivolava addosso senza troppe lacrimucce o altro... mentre quest'anno no
non so perchè, ma mi fa impressione pensare al fatto che mi ricordo ancora esattamente nei dettagli quello che è successo quel giorno, che tempo faceva...

avere vent'anni

ho bisogno di certezze
ho bisogno che se una cosa deve proprio accadere, che rimanga tale almeno per una settimana, senza i continui 'forse' 'magari' 'anche se alla fine'...
sono stufo di questi continui cambiamenti di rotta, di situazioni in perenne sfacelo
non ce la faccio più a stare al passo di tutto: mi manca il tempo
non posso stare dietro ai problemi di tutti quando non riesco a dare una risposta neanche ai miei
stò invecchiando, inesorabilmente, fra venti giorni compio vent'anni e me ne sento addosso quaranta...
alla fine cosa cambia? è semplicemente un giorno che mi avvicina inesorabilmente a quello finale
e allora perchè la cosa mi deprime tanto?
forse la risposta è che lamentarmi è quello che amo di più fare quando non so dove sbattere la testa: la sbatto addosso a quella di qualcun'altro, così non sono l'unico a soffrire